Stop agli immigrati: lo dice la Caritas "Troppi arrivi, rischiamo un conflitto etnico"
L'allarme è stato lanciato dal direttore della Caritas di Venezia, don Dino Pistolato: "Diciamo no ai centomila nuovi arrivi previsti dal nuovo decreto flussi". Il vicesindaco di Milano De Corato: "Smontati i buonismi". Le richieste della Cei: "Cittadinanza, flussi regolari e legge sull'asilo" Strumenti utili Carattere Salva l'articolo Invia a un amico Stampa Rss Condividi su Facebook Condividi su Twitter Contenuti correlati Su immigrati e lavoro ora la sinistra si scopre di destra / Vittorio Macioce Commenti Condividi la tua opinione con gli altri lettori de ilGiornale.it Leggi tutti i commenti (80) Log in / Registrati alla community e lascia il tuo commento aiuto Milano - Centomila nuovi stranieri nel Veneto - quelli che potrebbero arrivare col nuovo decreto flussi - sono una bomba a orologeria. C'è il rischio di alimentare la piaga del lavoro nero scatenando una pericolosa guerra tra poveri. A lanciare l'allarme, creando non pochi imbarazzi a sinistra - ma non solo - è la Caritas di Venezia, come riportato oggi da un quotidiano. Don Dino Pistolato, direttore della Caritas del capoluogo veneto, fa sapere che in una situazione economica difficile come quella attuale sarebbe meglio dire "no al nuovo decreto flussi". La forte - e per certi versi sorprendente - presa di posizione parte da una constatazione numerica: con centomila stranieri in più rischieremmo di appesantire una situazione tutt'altro che rosea. E il rischio sarebbe quello di "aprire un conflitto etnico e umano". Una guerra tra poveri pericolosissima. Da Roma il direttore della Fondazione Migrantes (promossa dalla Cei), monsignor Giancarlo Perego, smorza un po' i toni. Anche se non fa mancare la sua critica al governo. Abbiamo cercato di approfondire l'argomento contattando alcuni autorevoli esponenti che gravitano nell'area cattolica, insieme ad altri impegnati nel sociale. Ma ovunque ci è parso di cogliere un forte imbarazzo. Da Venezia a Roma le uniche risposte che ci sono state date sono queste: "Richiami domani", "mi scusi devo approfondire la notizia" o addirittura "non ho ancora letto i dati, non so risponderle". Poi la Caritas precisa Resosi conto della clamorosa portata della notizia don Pistolato "a scanso di interpretazioni malsane" precisa il governo provveda a sanare la posizione degli immigrati presenti sul territorio, che vivono in condizioni di estrema precarietà a causa della crisi. Non sostengo, come qualcuno mi vorrebbe far dire, che sono per il rimpatrio degli immigrati, a seguito della crisi occupazionale, ma proprio il contrario: bisogna accogliere gli extracomunitari in condizioni di dignità e questo non si può fare con l’arrivo di 100 mila stranieri anche perché abbiamo tanti immigrati che hanno perso il lavoro le cui famiglie si disgregano per colpa dei rimpatri". Zaia: no ai nuovi flussi Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, risponde così alla Caritas di Venezia: "No ai flussi, ma no anche alla sanatoria, a meno che non sia esclusivamente per le badanti". Il Veneto condivide le strategie della solidarietà e del volontariato a favore degli immigrati, "anche quelle della Caritas", ma è una regione in cui "i cittadini sanno che ormai sempre più spesso i numeri non tornano più". Zaia ricorda anche che "in ogni società c’è un punto di equilibrio che non dev’essere oltrepassato. Oltre un certo limite - dice - la pressione degli immigrati favorisce problemi non più affrontabili dalla sola società, come quello del lavoro, della scolarità e dell’ospitalità". Sanatoria per le badanti "E' un argomento delicato e complicato - aggiunge Zaia -. Sì al necessario, penso alle badanti, dico no all’improvvisato. Magari a un lavoratore arrivato ieri che voglia sanare la propria posizione creando concorrenza a un veneto in attesa da tempo. Camminiamo dunque con i piedi di piombo non con volontà di chiusura ma con quella di volerci guardare dentro fino in fondo".
Fonte: Il giornale




